Natura sensitiva e le orchidee di Darwin

Testo di Anna Rapisarda Visual Designer

“Una volta arrivati sulla vetta ci siamo voltati, e ci si è presentata una bellissima vista. L’atmosfera splendidamente chiara; il cielo azzurro intenso; le valli profonde; i profili selvaggiamente frastagliati; i cumuli di detriti ammassati nel corso dei secoli; le rocce dai colori vividi, in contrasto con le quiete montagne innevate; tutto questo insieme creava uno scenario che nessuno avrebbe potuto immaginare”.
(Charles Darwin)

Charles Darwin e il viaggio nel regno vegetale


Nel suo viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle, Darwin osserva attentamente non solo le specie animali, ma anche la vegetazione: raccoglie piante in fiore, analizza ortaggi selvatici, foglie fossili, alberi da frutto, in sole tre settimane studia e descrive un quarto della sterminata flora delle isole Galápagos. Esplora l’arcipelago delle Keeling, la Patagonia, la Terra del Fuoco, la Nuova Zelanda, l’Australia e l’Africa del Sud.
Tra i suoi molteplici studi e riflessioni sul regno vegetale, dedica particolare interesse anche alla lotta per l’esistenza delle piante e descrive la dipendenza reciproca tra i viventi e la capacità di lasciare una discendenza, riportandone alcuni esempi: una pianta ai margini del deserto lotta contro la siccità, un albero contro un altro per la distribuzione dei propri semi, il vischio contro le altre piante da frutto affinché gli uccelli cospargano il terreno con i suoi semi, …

Seducenti orchidee, farfalle e genio incompreso


“Sui diversi stratagemmi con cui le orchidee inglesi e straniere vengono fecondate dagli insetti e sugli effetti positivi della fertilizzazione incrociata tra specie” (1862) è uno dei numerosi scritti che danno vita alla sua lunga sperimentazione botanica dedicata a un aspetto fondamentale della teoria darwiniana: la riproduzione.

Analizzando le orchidee, comprende che il fiore ha insieme organi maschili e femminili, che rifuggono l’autofecondazione e che tendono a incontrarsi con gli organi di altri fiori. Le loro forme sono mirabili stratagemmi, funzionali all’impollinazione e all’incrocio con il diverso. Scrive «Senza quasi punto esagerare possiamo dire che qui la natura ci avverte nel modo più evidente, che essa ha orrore di un’autofecondazione continua»: una scoperta notevole, considerando che fino a quel momento si riteneva che la comune modalità di riproduzione delle piante in fiore fosse l’autoimpollinazione. Inoltre, l’incrocio con l’altro spiega la diversità floreale, la quale è anche il risultato di coadattamenti e coevoluzioni tra i fiori, gli impollinatori e l’ambiente.

Paradigmatica di questo coadattamento è la Xanthopan morganii praedicta, una farfalla dalla lunga spiritromba, di cui Darwin predice l’esistenza, osservando il lungo nettario delle Angraecum sesquipedale, comunemente chiamate orchidee cometa.

Osservandone i fiori, Darwin scrive: “In molti fiori che mi ha mandato Mr. Bateman, ho trovato un nettario di 29 cm di lunghezza, dove solamente i 4 centimetri inferiori erano pieni di un nettare molto dolce. […] è tuttavia sorprendente che un insetto sia capace di raggiungere il nettare: le nostre sfingi inglesi hanno delle proboscidi lunghe quanto il loro corpo, ma in Madagascar devono esserci delle farfalle con proboscidi capaci di un’estensione di una lunghezza compresa tra i 25 ed i 30 cm”.
Aggiunge: “Il polline non avrebbe modo di uscire se non con l’intervento di un’enorme farfalla, con una proboscide straordinariamente lunga. Se queste grandi farfalle venissero a mancare in Madagascar, l’Angraecum si estinguerebbe certamente a sua volta”.

Nessuno al mondo aveva mai visto un insetto con queste caratteristiche e per tale ragione la previsione viene fortemente osteggiata dalla comunità scientifica per oltre 40 anni. É il 1903 quando, nel loro libro “A revision of the Lepidoptera family sphingidae” sulle nuove specie di falene scoperte, gli entomologi L. W. Rothschild e H. E. Jordan confermano l’esistenza della farfalla, descrivendola, per la prima volta in assoluto, come una specie mai osservata prima.

L’orchidea cometa e la farfalla che ne succhia il nettare

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La coappartenenza


Seguono altre pubblicazioni e importanti scoperte botaniche come “Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale” (1876) con cui il naturalista realizza il complemento fondamentale allo scritto sulla fecondazione delle orchidee, illustrando i risultati positivi di quella incrociata e l’analisi su altre piante in fiore.

Con le sue indagini fitologiche, Darwin compie numerose scoperte, dando origine, nel contempo, alla botanica evoluzionistica. Osservando la vita delle piante, e dunque non solo studiando il regno animale, individua gli elementi portanti della teoria della discendenza comune: la variazione, la lotta per l’esistenza, la selezione naturale. La scoperta delle molteplici affinità tra le piante e gli altri esseri viventi, avvalora la tesi di un legame che unisce, pur distinguendo, tutte le forme di vita: la coappartenenza.

Passione orchidea


E la passione per l’orchidea? Si diffonde anche grazie alle ricerche e alle scoperte di Darwin, con il conseguente scatenarsi di guerre tra le compagnie commerciali.
Il particolare fascino e la bellezza la rendono un simbolo di raffinatezza ed eleganza, ma soprattutto d’amore, passione e sensualità.

Fonti:
georgofili.info
storage.eun.org

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