A Orticolario 2026 l’arte torna a invadere l’atrio di Villa Erba con Les Imaginaires: un corpus di immagini eco-surrealiste in cui la natura viene trasfigurata, ibridata, reinventata. Le stampe non documentano il reale, ma lo ricompongono attraverso l’immaginario dell’artista. Corpi vegetali, forme organiche, dettagli naturali, cristalli e pietre diventano simboli ambigui, visioni sospese, presenze enigmatiche che sembrano emergere da un altrove.
Le installazioni fotografiche sono accompagnate da testi originali di Lucia Papponi, concepiti in stretta relazione con l’artista e con l’allestimento vegetale. La voce scientifica si fa racconto, suggestione, eco poetica.
Non didascalie, ma narrazioni botaniche: brevi testi che intrecciano osservazione scientifica, visione artistica, immaginario simbolico e memoria ancestrale del mondo vegetale.
Fotografia, parola scientifico-culturale e materia vegetale concorrono così a un unico dispositivo percettivo, dove il confine tra sapere e sogno si dissolve.
Cabinet de curiosités
Accanto alle fotografie, le sculture organiche di Lau Cabantous abitano lo spazio come reperti di un mondo immaginario. Radici mutate, forme ibride, elementi che sembrano crescere, respirare, trasformarsi nel tempo.
Non semplici opere esposte, ma presenze che dialogano con la vegetazione, con i testi e con l’architettura dello spazio. L’allestimento si ispira, infatti, al concetto di cabinet de curiosités: un archivio poetico e non classificabile, dove natura, arte e illusione convivono senza gerarchie. Anche qui, la costruzione dello spazio nasce da una cura condivisa tra artista, botanico e curatela.
Il visitatore è invitato a esplorare, a perdersi, a interrogarsi.
Non esiste un ordine logico, ma un ordine onirico.
Esperienze su prenotazione // workshop per la realizzazione di un trucco botanico
Sala Contessa, Villa Antica
L'altro volto del sogno
Ogni trasformazione comincia da un gesto.
E talvolta basta un fiore, una foglia, una forma inattesa per guardarsi da un’altra prospettiva.
In questo workshop il volto diventa una superficie da esplorare e reinventare. Elementi botanici e materiali inattesi si incontrano sulla pelle come frammenti di un paesaggio immaginario, componendo una maschera effimera, sospesa tra natura e visione.
A disposizione di ciascun partecipante, una raccolta di forme, colori e piccoli elementi scelti per la loro forza evocativa: ognuno porta con sé un significato, una memoria, una possibilità narrativa. Davanti allo specchio, ognuno può comporre il proprio autoritratto fantastico, lasciando emergere un volto forse familiare, forse ancora da scoprire.
Un esercizio di immaginazione in cui il gesto diventa linguaggio e il volto una soglia: tra ciò che siamo e ciò che possiamo immaginare di essere.
L’esperienza si conclude con una breve sessione fotografica, per fissare nel tempo la traccia di questa metamorfosi e conservare l’immagine di un incontro fugace con il proprio mondo interiore.
**Il biglietto di ingresso a Orticolario non è incluso nel costo del laboratorio.
a cura di Orticolario
realizzato con il sostegno di Taroni
progetto di
Lau Cabantous
Bali (Indonesia)
con il contributo scientifico di
Lucia Papponi
Bali (Indonesia)
@foragingexperience
seta stampata
Taroni
Grandate (CO)
taroni.it
composizione musicale
Marylou Sharrock
Parigi (Francia)
marylousharrock.com
essenza profumata
Parfums Berry
Rouen (Francia)
parfumsberry.com
accomodation
MyHomeInComo
Como
“Raccolgo fiori, li smonto, li innesto ad altre specie, ad altre materie.
Il mio studio diventa un blocco operatorio.
Il mio stile, un’operazione a cuore aperto.
I petali sfiorano le pareti del mio cranio.
Vibra, esplode. Precipito in un’altra dimensione.
Le mie imagini non documentano nulla, reinventano.
Fiori inquietanti, botaniche sconociute, colori radioattivi, forme inventate, varietá ibride che
non esistono da nessun’altra parte, se non qui.
La mia immaginazione diventa un metaverso organico, un ecosistema mutante.”
Le esperienze
nella stanza del sogno
[atto.1_l’ascolto]
Il visitatore è chiamato a lasciarsi guidare dall’esperienza ipnotica di Margherita mentre si immerge, poco alla volta, nell’opera diffusa di Alessandra.
È profondità, ascolto, visione.
Lentezza, introspezione, sogno.
[atto.2_la tela]
Il visitatore è chiamato a creare in prima persona, lasciandosi attraversare dall’esperienza ipnotica di Margherita, totalmente immerso nel mondo artistico di Alessandra.
È istinto, colore, flusso.
Rituale, connessione, segno.
COME
Una tela “nera”, preparata con terra e fibre vegetali.
Ogni tela è diversa, segnata dalla casualità di un gesto istintivo quanto ponderato. Ogni tela attende un visitatore.
Polvere d’oro.
Terre blu e terre bianche.
In una dimensione istintiva e sospesa, si è chiamati – mentre si ascolta il ritmo lento e ipnotico della voce di Margherita – a fare esperienza dei pigmenti di colore, lasciando che creino sulla tela effetti inaspettati. Tracce di un’esperienza che accade, dentro e fuori.
*Esperienza a numero chiuso, su prenotazione. Presto online tutti i dettagli.
[live performance]
Lau Cabantous
Durante Orticolario, il progetto si attiva attraverso live performance dell’artista, estensione viva del percorso espositivo.
Azioni lente, gesti rituali, interventi sullo spazio, sui materiali vegetali e sulle opere. Le performance nascono in relazione al contesto, all’allestimento e al pubblico, come momenti di emersione del processo creativo.
La performance non spiega, non spettacolarizza: accade. È una tappa del percorso artistico, come un sogno che si manifesta e poi subito scompare.
[contributo scientifico]
Lucia Papponi
Il coordinamento scientifico ed etnobotanico di Lucia Papponi attraversa l’intero progetto, contribuendo alla sua profondità culturale e simbolica.
Attraverso uno sguardo etnobotanico, il sogno viene restituito come elemento fondante delle culture umane: le piante come alleate del mondo invisibile, mediatori simbolici, presenze rituali, terapeutiche e immaginative.
La scienza non viene esibita, ma integrata nel tessuto narrativo del progetto.
È un sapere silenzioso che sostiene l’esperienza onirica senza spezzarla, in dialogo costante con arte e botanica.
[Bio]
Lau Cabantous è un’artista multidisciplinare francese, con focus su arte e fotografia. Ha vissuto in vari paesi, tra cui Senegal, Martinica, Sud-Ovest della Francia, Parigi, Italia, per stabilirsi oggi a Bali.
Utilizza fiori ed elementi naturali per creare immagini surreali e oniriche senza ricorrere a manipolazioni o fotomontaggi, con l’obiettivo di catturare la complessità del mondo contemporaneo: manipolazioni genetiche, questioni ambientali, inquinamento, pandemie e intervento dell’essere umano sulla natura.
Ispirata dall’ambiente che la circonda e dal contesto urbano — oltre che da arte, moda, musica e cinema — lavora anche su temi come la spiritualità e la sua connessione con la natura.
[Bio]
Lucia Papponi è una naturalista ed etnobotanica italiana, specializzata nello studio delle piante spontanee e delle loro applicazioni alimentari e culturali.
Con una formazione che integra botanica, fitoalimurgia e antropologia culturale, è riconosciuta come esperta di foraging, specie eduli e cucina sostenibile.
È docente e ricercatrice nel settore agroambientale, oltre che autrice di pubblicazioni scientifiche e divulgative.
Attualmente vive, lavora e svolge attività di ricerca fra Italia e Indonesia.