Giurie & premi 2026
Espositori
Giuria Tecnica che valuta ampiezza della collezione, attenzione alla ricerca, rarità delle specie (solo per i vivaisti)
Giuria Estetica che valuta gli allestimenti degli spazi espositivi, compresa l’illuminazione
Le aziende premiate da ogni giuria sono segnalate sul catalogo dell’edizione successiva, dove sono riconoscibili grazie al marchio “Eccellenza”.
Giuria Tecnica
Composta da_
(in ordine alfabetico)
Anna Borghi / dottore agronomo, Gianfranco Cattaneo / cultore di giardini e appassionato di botanica, Massimiliano Marzorati / perito agrario e formatore, Erwin Meier / garden expert e imprenditore del settore florovivaistico, Luciana Pezzini / esperta di giardini, Martina Schullian / floricoltrice ed esteta del giardino, Andrea Tantardini / dottore agronomo
Coordinati da _ Alberto Grossi / botanista
*Premio Collezione alla migliore collezione
va a Meriania di Guido Agnelli / parco, 50
Motivazione_ Non la solita mimosa. Collezione di piante dei generi Acacia e Vachellia, interessanti e diversi per portamento e forma delle foglie.
*Menzione Collezione va a Natura e Vita di Paolo Piatto / parco, 56-77
Motivazione_ Iris barbate di ogni misura e per ogni giardino.
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*Premio Super esemplare alla pianta che rappresenta per forme, dimensioni, colori e/o profumo, una unicità dell’edizione
va a Cactusmania by Manera / parco, 49
Motivazione_ Cyphostemma laza.
*Menzione Collezione va a A&G Floroortoagricola / parco, 10-11
Motivazione_ Euphorbia milii innestata su Euphorbia triangularis.
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*Premio Novità alla novità o rarità dell’edizione
va a Stranger Plants di Daniele Righetti / Ala Cernobbio, 73
Motivazione_ Tra le nuvole – Stegolepis hitchcockii – rara pianta originaria dei tepui venezuelani.
*Menzione Novità va a Central Park / Nel mondo di Phantasos, Piazza del Grande Prato
Motivazione_ Cubanola domingensis, pianta tropicale dei Caraibi.
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*Premio Preparazione culturale alla migliore etichettatura e preparazione del vivaista sulle proprie piante, con particolare attenzione alla tipologia di piante selezionate per l’edizione
va a Mondocactus di Andrea Cattabriga / Nel mondo di Phantasos, Piazza del Grande Prato
Motivazione_ Una vita dedicata alle piante succulente. Cartellinatura con dati esaustivi comprensivi di tracciabilità vivaistica e fitosanitaria.
*Menzione Preparazione Culturale va a Azienda Agricola D’Aleo / parco, 31
Motivazione_ Per la profonda conoscenza delle piante coltivate e la capacità divulgativa.
Giuria Estetica
Composta da_
(in ordine alfabetico)
Anna Borghi / formatore, Gianfranco Cattaneo / cultore di giardini e appassionato di botanica, Massimiliano Marzorati / perito agrario e formatore, Erwin Meier / garden expert e imprenditore del settore florovivaistico, Luciana Pezzini / esperta di giardini, Martina Schullian / floricoltrice ed esteta del giardino, Andrea Tantardini / dottore agronomo
Coordinati da _ Alberto Grossi / botanista
*Premio Migliore esposizione prodotti destinato a espositori non vivaisti
va a Le Lampade di Anna / Parco, 69
Motivazione_ Per l’esposizione pertinente al tema del sogno la ricerca e l’originalità.
*Menzione Migliore esposizione prodotti va a Valeria Chernova / Ala Cernobbio, 74
Motivazione_ Per la declinazione della seta al sogno.
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*Premio Migliore esposizione piante destinato a espositori vivaisti
va a Vivaio Angelo Paolo Ratto / Parco, 52-53
Motivazione_ Per la poesia cromatica dell’esposizione e la raffinatezza varietale.
*Menzione Migliore esposizione piante va a Donna di Piante / Parco, 65-66
Motivazione_ Per la capacità di accostare una straordinaria collezione botanica in uno spazio con suggestioni oniriche.
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*Premio Prodotto iconico al prodotto che meglio rappresenta per forme, dimensioni, colori e/o profumo, una unicità dell’edizione di Orticolario
va a Impagliando / Ala Cernobbio, 18-19
Motivazione_ Per le capacità evocativa dell’esposizione, l’innovazione e l’unicità del prodotto.
*Menzione Prodotto iconico va a Kimiyasu Kato, Animasottile / Ala Lario 73
Motivazione_ Per l’equilibrio tra l’illusione e il sogno.
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*Premio Preparazione Culturale alla migliore preparazione e comunicazione all’interno della propria esposizione
va a Natura maestra. Piante innovative / Ala Cernobbio 9
Motivazione_ Per la capacità di essere visionario nella ricerca.
*Menzione Preparazione Culturale va a Davide Furno / Ala Cernobbio, 1
Motivazione_ Per aver tradotto la complessa ricerca storica in un prodotto unico.
I premi agli espositori sono sculture della collezione Oneiroi, creata da Studio Pepa per Orticolario. Realizzata in ceramica smaltata, l’opera traduce in materia l’universo onirico dell’edizione 2026.
by Studio Pepa / studiopepa.com / @studio_pepa
&
Berlucchi Franciacorta Saten ’61
by Berlucchi Franciacorta / berlucchi.it / @berlucchiwine
Spazi Creativi & installazioni fuori concorso
Giuria creativa
La Giuria creativa valuta le realizzazioni secondo diversi criteri tra cui: coerenza con il tema, corrispondenza tra il progetto presentato e la realizzazione, la qualità e la cura del dettaglio, equilibrio di forme e volumi, luci e colori, uso consapevole delle piante e qualità nella scelta botanica, innovazione dei materiali, genius loci, idea progettuale, ecosostenibilità, riferimenti storico-artistici.
Per la completezza dell’esperienza proposta, per la qualità con cui integra linguaggio botanico, spazio, luce, suono e materia, e soprattutto per la capacità di trasformare il tema del sogno in un ambiente da vivere in prima persona, il progetto vincitore del premio “la Foglia d’oro del Lago di Como” è lo Spazio Creativo “Rosa velata” di Jesus Sanz-Castro e Daniela Giraudo (7).
La giuria ha affrontato questa edizione con una particolare attenzione a un tema tanto affascinante quanto difficile da interpretare: “Tra sogno e illusione”.
I progetti in concorso hanno proposto visioni molto diverse: alcune più narrative, altre più immersive, altre ancora costruite sulla forza della percezione, della materia o della botanica. Nel corso della valutazione abbiamo cercato soprattutto quei lavori capaci non semplicemente di rappresentare il sogno, ma di generare un superamento del reale, di aprire una possibilità inattesa nel paesaggio e di coinvolgere il visitatore senza bisogno di spiegazioni eccessive.
Il progetto vincitore di questa edizione ha convinto la giuria per la capacità di interpretare il tema non come semplice immagine, ma come esperienza da attraversare.
Uno degli aspetti che la giuria ha maggiormente apprezzato è proprio questa dimensione immersiva. Il percorso non è soltanto fisico, ma anche sensoriale e simbolico.
La giuria ha riconosciuto anche la forza della struttura compositiva: la vegetazione non viene trattata come semplice ornamento, ma come parte integrante di una partitura fatta di colori, profumi, densità, movimento e luce.
È stato inoltre apprezzato il tentativo di rendere il visitatore parte attiva dell’opera.
Il progetto riesce a tenere insieme diversi aspetti centrali del concorso: immaginazione, immersione, trasformazione del reale, esperienza sensoriale, centralità della natura e capacità evocativa.
Premio ideato e realizzato in esclusiva per Orticolario da Gino Seguso della Vetreria Artistica Archimede Seguso / aseguso.com
Vaso creato sull’isola di Murano (Venezia) sul quale ondeggia una grande foglia al cui interno brillano accenni d’oro zecchino (24K).
*Premio Empatia per lo spazio creativo che racconta, comunica ed emoziona
“Per la sua capacità di accogliere il visitatore, coinvolgerne i sensi, stimolare una risposta emotiva personale e trasformare l’esperienza del giardino in un momento di partecipazione il Premio Empatia viene assegnato allo Spazio Togni Giardini “La Soglia” di Stefano Dentice di Accadia (3).
Il Premio Empatia nasce per riconoscere quel progetto capace di stabilire con il visitatore una relazione immediata, sensibile e profonda. Non soltanto uno spazio da osservare, dunque, ma un luogo capace di accogliere, coinvolgere e lasciare una traccia emotiva.
Tra i progetti in concorso, quello scelto dalla giuria si distingue proprio per questa capacità: invita il pubblico a entrare fisicamente nell’opera e, passo dopo passo, a lasciarsi accompagnare in una dimensione più intima, sospesa e percettiva.
Il visitatore non è spettatore, ma parte dell’esperienza e viene invitato a sospendere per qualche istante il proprio modo abituale di guardare.
Abbiamo particolarmente apprezzato la capacità del progetto di coinvolgere più sensi contemporaneamente e di costruire un’esperienza nella quale ciascun visitatore può trovare una propria interpretazione e una propria emozione.”
*Premio Stampa per l’innovazione dei materiali e l’ecosostenibilità, assegnato dalla stampa accreditata, assegnato nell’ambito del concorso internazionale Spazi Creativi
va allo Spazio Vivaio Locatelli Franco “Il giardino delle metamorfosi” di Anna Rota Martir e Francesca Caputo (2).
*Menzione spazi creativi per la qualità nella realizzazione, i principi ispirativi e il dialogo con il contesto allo Spazio Creativo “Frattura Fertile” di Ajadi Bushaj e Pietro Frazzei (6).
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*Premio Miglior installazione d’arte e design
va a “Hortus Illusorius. Cabinet de curiosités onirico”di Alice Di Stefano, Cecilia Scatturin e Simona Laura Spaiardi
La giuria ha scelto di premiare un progetto capace di interpretare il tema “Tra sogno e illusione” con particolare originalità, costruendo un’esperienza in cui realtà e immaginazione si sovrappongono senza mai separarsi del tutto.
L’opera realizzata è un lavoro che invita a rallentare lo sguardo, ad abbandonare per un momento le categorie abituali e a lasciarsi sorprendere da forme, relazioni e trasformazioni che aprono a una percezione diversa del mondo naturale.
La giuria ha apprezzato in particolare la capacità poetica, evitando una lettura puramente spettacolare del tema e privilegiando invece un’esperienza fatta di scoperta, ambiguità e meraviglia.
Il progetto si distingue inoltre per il dialogo tra competenze differenti, per l’uso consapevole dei materiali e per la capacità di costruire un linguaggio contemporaneo nel quale natura e immaginazione diventano parti di un unico racconto.
Particolarmente convincente è risultata la capacità di trasformare ciò che normalmente consideriamo marginale, in una presenza capace di generare stupore, senza rinunciare alla profondità del messaggio.
Un’opera che non cerca di imporre una visione, ma lascia spazio alla curiosità e all’interpretazione personale, restituendo al visitatore la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di familiare e, nello stesso tempo, inatteso.
*Una menzione per l’idea innovativa che abbina microbiologia, arte e botanica va all’installazione d’arte e design “Olobioma” di Jonathan Arnaboldi e Matteo Pellicanò.
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*Premio Visitatori per lo spazio creativo votato dal pubblico tramite i qr-code sulla cartellonistica in loco / assegnato allo Spazio Togni Giardini “La Soglia” di Stefano Dentice di Accadia (3).
I premi Empatia e Stampa e il premio Miglior installazione d’arte e design sono sculture della collezione Oneiroi, creata da Studio Pepa per Orticolario. Realizzata in ceramica smaltata, l’opera traduce in materia l’universo onirico dell’edizione 2026.
Studio Pepa / studiopepa.com / @studio_pepa
&
Berlucchi Franciacorta Saten ’61
by Berlucchi Franciacorta / berlucchi.it / @berlucchiwine
Premi speciali
*NOVITÀ 2026*
Premio La Grande Brera, per la proposta progettuale che interpreta il dialogo tra Arte e Natura, coniugando tradizione artistica e capacità di suscitare meraviglia, assegnato a un’installazione d’arte e design fuori concorso
va a Olobioma
progetto di Jonathan Arnaboldi e Matteo Pellicanò
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Le motivazioni che hanno portato a conferire un premio agli autori, coadiuvati dagli Allievi della Scuola di Minoprio, risiedono in diversi ordini di riflessione che noi proponiamo come linee anche di considerazione del futuro di questa professione, e di come potrebbe essere valorizzato e coltivato in questa sede. Considerando le tradizioni di questo luogo, gli autori e i fautori hanno presentato un’installazione che noi abbiamo letto e messo in paragone con le altre, inserendo fra i criteri di valutazione anche la considerazione della loro biografia e il loro profilo professionale. Abbiamo ritenuto che ci siano alcuni punti di oggettiva novità nel linguaggio utilizzato, quali l’utilizzo dei materiali della natura e del giardino come mezzi pittorici e l’idea di considerare l’insieme come “un quadro vivo”, costruito con elementi creativi. L’opera ha certo dei margini di miglioramento e questa considerazione non va a detrimento del progetto. Anzi, nello spirito di una istituzione che investe, da 250 anni, per permettere agli artisti di crescere nelle arti, noi crediamo che siano da presentare e da intendere come esortazioni e opportunità. Una spinta sia a maturare una migliore valutazione delle proprie capacità e sia a voler affinare la propria capacità di lettura dello spazio. In rapporto all’arte, uno degli elementi del disegno, nel paesaggio e nel giardino, è proprio la conoscenza della materia della natura, così come per un pittore sono i colori e, per uno scultore è la materia solida. Nell’arte e nella natura la materia deve essere utilizzata avendo cura di rimanere nei confini del suo linguaggio e nella sua radice. Questo significa non metterla a servizio di un’idea dare corpo al suo linguaggio. Fare un’opera d’arte in rapporto alla natura è un po’ come scrivere una poesia nella lingua madre. Vuole dire arrivare a un equilibrio che mai nessuna traduzione potrà eguagliare o tradurre pienamente. Auspichiamo che questa opera possa vivere, crescere e affinarsi sapendo far proprio qualche elemento estraneo, come i materiali non sensibili al tempo naturale. C’è la possibilità di fare un passo in più, di coltivare il progetto partendo dalla sua forza e dalle potenzialità di un elaborato che ha degli oggettivi elementi di novità. Sono questi elementi di novità che abbiamo ritenuto fossero la testimonianza del premio Grande Brera. Un premio che riconosce la capacità di donne e uomini, che meritano di essere sostenuti nel tempo e coltivate nell’arte.
*Premio Gardenia per il vivaio, espositore o installazione memorabile dell’edizione
va a Fratelli Leonelli / parco, 84
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Abbiamo scelto di premiare Fratelli Leonelli per l’eleganza sognante della loro realizzazione. Un piccolo spazio possibile e poetico che unisce dettagli inaspettati a un’accurata scelta botanica.
*Premio Villa d’Este dove stile ed eleganza si fondono in una tradizione senza tempo, assegnato nell’ambito del concorso internazionale Spazi Creativi
va allo Spazio Creativo n°5 _ “Oltre lo specchio” di Manuel Rosin
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“Oltre lo specchio” è l’installazione che Villa d’Este desidera premiare per la capacità di trasformare il percorso in un sentiero onirico, uno spazio sospeso all’interno delle favole, capace di evocare al tempo stesso un senso di meditazione, accoglienza e meraviglia. La tana del Bianconiglio si presenta come un luogo in cui ogni visitatore è invitato a partecipare liberamente, diventando parte integrante della storia e dell’esperienza. Un luogo fatato, ricco di dettagli, dove i funghi fanno capolino tra la vegetazione e gli arredi ricercati sembrano creare un’atmosfera intima e suggestiva, pensata per favorire l’incontro e la condivisione. Un’installazione che invita a lasciarsi guidare dalla fantasia, oltrepassando lo specchio per entrare in un mondo dove il confine tra realtà e immaginazione si fa più sottile e ogni partecipante diventa, a sua volta, parte della fiaba.
*Premio Villa Carlotta per la valorizzazione dell’arte in giardino, dove natura ed ingegno umano convivono armoniosamente, assegnato nell’ambito del concorso internazionale Spazi Creativi
va allo Spazio Creativo n°6 _ “Frattura Fertile” di Ajadi Bushaj e Pietro Frazzei
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Per la capacità di valorizzare l’arte in giardino in una potente esperienza narrativa e botanica, dove la “Frattura fertile” si fa soglia tra realtà e immaginazione. L’opera coglie appieno la dimensione del sogno non come evasione passiva, ma come ricerca, movimento del pensiero e rivelazione. Questa visione richiama da vicino lo spirito che da secoli anima Villa Carlotta: un luogo in cui la meraviglia botanica incontra il paesaggio interiore e dove ogni scorcio, atmosfera e prospettiva invitano l’ospite a uno sguardo nuovo, capace di superare la superficie ordinaria per immergersi in un dialogo continuo tra uomo, materia vegetale e tempo. Il progetto viene premiato per aver dimostrato che il giardino non è mero ornamento, ma forza viva e generatrice, in grado di muovere il pensiero e regalare al visitatore un’esperienza di autentica meraviglia.
*Premio Grandi Giardini Italiani per un luogo capace di accogliere il visitatore esprimendo l’arte in tutte le sue forme, con un’attenzione particolare alla destinazione d’uso del progetto, ovvero il suo ruolo sia per la comunità locale sia per il turista, assegnato nell’ambito del concorso internazionale Spazi Creativi
va allo Spazio Togni Giardini “La Soglia” (n°3) di Stefano Dentice di Accadia
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Un luogo che non ha bisogno di spiegazioni; straniante come lo possono essere i sogni. Un luogo che accoglie in un’atmosfera sospesa e che invita a rimanere. Il tema creativo dato è rispettato e l’aspetto di ricerca e’ interessante anche per l’utilizzo di materiali insoliti che creano vibrazioni sonore.
*Premio del Presidente / Moritz Mantero, presidente di Orticolario
va ad Amorfini Garden