Capire, dare un senso, spiegare.
E ancora: sintetizzare, elaborare, definire.
Ogni momento di ogni giorno.
E poi, all’improvviso, pausa: concedersi la libertà di non comprendere.
Per lasciare spazio all’immaginazione.
Sfogliare il Codex Seraphinianus è una pausa dalla comprensione. Un viaggio tra creature ibride, architetture bizzarre, botaniche impossibili.
Libro-culto di fama internazionale, il Codex sfida ogni convenzione enciclopedica, raccontando – in una lingua indecifrabile – organismi, architetture e botaniche che non esistono. Ogni tavola è corredata da testi e didascalie scritti in una scrittura asemica, priva di significato semantico ma strutturata secondo precise regole sintattiche.
È un’opera che chiede di essere attraversata con lo sguardo libero dell’infanzia, sospendendo il bisogno di comprendere per lasciare spazio allo stupore.
A redigerla, Luigi Serafini – artista, architetto, autore e designer.
Architetto per compromesso, artista per vocazione. Si laurea alla Facoltà di Architettura di Roma portando come tesi di laurea alcune tavole di quell’opera iconica che pubblicherà nel 1981, con oltre mille disegni realizzati tra il 1976 e il 1978.
Figura eccentrica e raffinata, Serafini ha saputo negli anni muoversi tra arte, design e immaginario, collaborando con istituzioni culturali e realtà di vario tipo, e dando vita a progetti che sfidano costantemente i confini tra funzione e invenzione. Il suo approccio, ironico e profondamente colto, trasforma ogni creazione in un atto poetico capace di destabilizzare la percezione e aprire nuovi orizzonti interpretativi.
[BIO]
Luigi Serafini (Roma, 1949) è artista, architetto, designer e autore tra le figure più originali dell’immaginario contemporaneo. Celebre in tutto il mondo per il Codex Seraphinianus, pubblicato nel 1981, ha costruito nel corso della sua carriera un universo poetico e visionario popolato da metamorfosi, creature fantastiche e alfabeti indecifrabili.
La sua ricerca attraversa arte, design, architettura, scenografia e scrittura, dando forma a opere che invitano a guardare la realtà con lo stupore dell’infanzia e la libertà del sogno. Tra i protagonisti più singolari della cultura italiana, continua a esplorare i territori in cui meraviglia, natura e immaginazione si incontrano.
// ph. Simon d’Exéa
“Vorrei che il mio alfabeto trasmettesse al lettore la sensazione che provano i bambini davanti a libri che ancora non sanno leggere.”