DZONOT
di Jonathan Arnaboldi e Matteo Pellicanò
Nel Padiglione Centrale, dove le parole germogliano, trasportate dal vento
Una natura primordiale e incontaminata, antecedente alla comparsa dell’uomo.
Ispirato ai cenotes, profonde formazioni geologiche che si aprono verso ecosistemi celati ed inviolati, DZONOT rappresenta una soglia tra luce e ombra, caos e ordine naturale, un invito ad addentrarsi nell’ignoto e a riscoprire il selvaggio nella sua forma più pura.
L’acqua, elemento ancestrale, diventa protagonista del progetto, memoria liquida di un tempo remoto, testimone silenziosa di un equilibrio naturale mai spezzato. La sua presenza segna il punto di contatto tra l’osservabile e l’invisibile, tra la superficie e la profondità, evocando la purezza dei luoghi inalterati dall’uomo.
Attorno alla dzonot – ‘acqua sacra’ – centrale, che da il nome al progetto, la vegetazione cresce in modo spontaneo, indomita e libera da influenze antropiche. Qui il paesaggio si sottrae al controllo umano, riaffermando la propria indipendenza e la propria essenza selvaggia. Il progetto suggerisce una visione di ciò che la natura è stata e potrebbe essere ancora: pura, incontaminata, sovrana.
Come nelle antiche mappe in cui l’inesplorato veniva segnato dalla dicitura ‘hic sunt leones’ (letteralmente: qui ci sono i leoni), al tempo stesso monito e invito all’esplorazione, DZONOT è luogo di confine, in cui l’ordine interagisce con un caos sublime. Qui la natura si manifesta come l’eco di un Eden primordiale; non si concede al dominio, non si piega all’artificio. Il visitatore diventa così un esploratore chiamato a perdersi, ad attraversare il limite del conosciuto e, nel farlo, a confrontarsi con il fragile confine tra l’identità umana e il selvaggio, riscoprendo nell’apparente disordine un nuovo equilibrio tra uomo e natura.
*Niente accade per caso*
Al termine di Orticolario, una parte della grande varietà di piante utilizzate per realizzare l’installazione DZONOT, nel padiglione centrale, è stata donata all’Orto Botanico dell’Università di Genova.
Mario Mariani e Matteo Boccardo raccontano come «Molte delle piante che hanno dato vita al Padiglione Centrale di Orticolario 2025 troveranno una nuova casa all’Orto Botanico dell’Università di Genova, uno dei più antichi e affascinanti d’Italia, fondato nell’Ottocento. Questo è il senso del giardinaggio evoluto: creatività, bellezza, generosità, continuità e rispetto per le piante. Tra gli esemplari donati figurano un maestoso Ficus microcarpa ‘Nitida’ di sei metri, palme di diversi generi e rarità, un Brachychiton rupestris, diverse Schefflera actinophylla e una Cyphomandra sibundoyensis — piante di grande fascino e valore botanico, che andranno ad arricchire un Orto storico. È stato un piacere mettere in contatto due eccellenze italiane: Orticolario e l’Orto Botanico di Genova; ciò che è nato per stupire e insegnare continuerà a farlo. Il percorso di bellezza e cultura continua anche dopo l’evento.»
«Le piante che ci hanno deliziato nella composizione esposta all’interno del padiglione verranno separate e piantate in varie zone dell’Orto Botanico, in modo da valorizzarle — scegliendo i siti di piantagione più adatti alle loro esigenze, ma anche alla loro esposizione al pubblico — e da impreziosire alcune aree del giardino, che da anni vede un graduale processo di implementazione e restauro delle collezioni. Alcune saranno disposte in gruppi scenografici, altre messe in risalto come esemplari», aggiunge Elena Mora, che si occupa della valorizzazione delle collezioni scientifiche e della gestione del patrimonio verde dell’Ateneo e dei Giardini Botanici Hanbury, oltre a essere specializzata in tecniche di coltivazione rigenerativa e gestione dei giardini sostenibili.
«Niente accade per caso. Il valore di un evento come Orticolario è la portata culturale che valica i confini spazio-temporali dell’evento. In questo senso gli esempi sono molteplici: dai bambini che dopo la visita fanno ritorno a casa custodendo nuovi saperi, al nuovo impiego delle piante che hanno animato il padiglione centrale di questa edizione. La ricollocazione all’interno dell’Orto Botanico di Genova consentirà anche a chi non ha potuto visitare l’evento di godere della loro maestosa presenza e sarà un’occasione per diffondere, ancora una volta, cultura e bellezza», commenta Moritz Mantero, presidente di Orticolario.
Cuore del programma culturale di Orticolario
Il padiglione centrale si riconferma agorà culturale dell’evento. Nell’incontaminato e selvaggio DZONOT trovano spazio incontri, monologhi, dialoghi, esperienze e suggestioni.
Online il programma completo degli incontri e delle conferenze a Orticolario 2025.
Il messaggio
Saper mettere da parte l’umana propensione al controllo, alla previsione, per dare spazio ad un tornio della natura, accettando fin dai presupposti qualsiasi messaggio voglia mandare. Rimanere in ascolto.
In questo consapevole e voluto vuoto di potere (umano), si cela un messaggio essenziale, il desiderio di esprimere una postura nei confronti del mondo: un’idea di progresso che si nutra di cultura e di qualche sano passo indietro.
Un ritorno alla naturalità, alle origini, inteso non come una necessità da percorrere a malincuore, ma come una scelta deliberata e giusta, saggia.
Tutti i dettagli
A cura di
Orticolario
con il sostegno di Fondazione Banca Popolare di Milano
e il contributo di STIHL
Progetto e realizzazione
Jonathan Arnaboldi
Cucciago (CO)
Matteo Pellicanò
Tavernerio (CO)
Piante
Azienda Agricola D’Aleo
San Giuseppe Jato (PA)
passiflorashop.com
Central Park | Mario Mariani
Galliate (NO)
mariomariani.studio
Piante Faro
Giarre (CT)
piantefaro.com
Allestimento
Fondazione Minoprio ITS Academy
Vertemate con Minoprio (CO)
fondazioneminoprio.it
Con la consulenza botanica di
Central Park | Mario Mariani
Galliate (NO)
mariomariani.studio
Matteo Boccardo Studio
Binago (CO)
matteoboccardostudio.com
Trasporto piante
Bianchi Group
Casnate con Bernate (CO)
bianchitrasporti-it.com
Luci & suoni
Tievent Sound & Light Passion
Laveno Mombello (VA)
tievent.it
Sound design | Cristiano Maclovin studio
Light design | Giacomo Dettoni
SCULTURE
Nome azienda / Nome Cognome progettista
Città (Provincia)
Sito web
Contatti Social
¹ “L’armata dei fiumi perduti” di Paolo Sgorlon, 1985
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Bio
Jonathan Arnaboldi, laureato nel 2023 in Architettura del Paesaggio al Politecnico di Milano, è un curioso osservatore e progettista appassionato. Fa della rappresentazione grafica e della cura del dettaglio la propria cifra stilistica. Le esperienze pregresse come giardiniere, maturate durante il percorso di studi, gli hanno fornito un solido bagaglio di competenze pratiche che continua a integrare nel lavoro quotidiano.
Matteo Pellicanò, Como, classe 1997. Si avvicina fin da giovane al mondo dell’ambiente e della natura, intraprendendo studi nel settore agrario. Parallelamente alla formazione, arricchisce il proprio percorso professionale con esperienze significative in tutta Italia: da Orticolario ai Giardini Vaticani, da Expo Milano 2015 fino ad alcune prestigiose ville storiche del Lago di Como. Dal 2021 opera come libero professionista.
Nel 2018, Jonathan e Matteo vincono il primo premio speciale del concorso Meraviglia nei parchi di Euroflora con il progetto L’agrumeto. Nel 2024, con il progetto Seta, si aggiudicano la Foglia d’oro del Lago di Como, primo premio del concorso internazionale Spazi Creativi di Orticolario Terrae, oltre ai premi Villa Carlotta e Grandi Giardini Italiani.