Apnea
progetto di Roberto Ducoli / Il papavero blu
//Piazza del Grande Prato
[Concept]
Uno spazio che emerge lentamente dall’ombra, come un’immagine che affiora alla soglia del sonno.
Nulla si rivela immediatamente: la percezione si costruisce attraverso bagliori soffusi, riflessi, profondità sfuggenti e presenze che sembrano apparire e dissolversi nello stesso istante. I riferimenti si fanno incerti, i confini si dilatano, e l’osservatore è invitato ad abbandonare l’orientamento abituale per entrare in una dimensione sospesa.
Nel cuore di questo paesaggio affiora un polpo, presenza enigmatica e magnetica. Sospeso come un’apparizione emersa dagli abissi dell’immaginazione, sembra abitare contemporaneamente due mondi: quello tangibile della materia e quello fluido del sogno. Creatura della metamorfosi, dell’intelligenza e del mistero, il polpo diventa simbolo di ciò che sfugge a ogni definizione, di una conoscenza che non si conquista attraverso la razionalità ma attraverso l’intuizione.
I suoi tentacoli si propagano nello spazio come correnti invisibili, tracciando percorsi che attraggono lo sguardo e al tempo stesso lo disorientano. Ogni linea sembra suggerire una direzione, ma nessuna conduce a una destinazione precisa. Lo spazio si comporta come una profondità marina: mutevole, silenzioso, attraversato da movimenti lenti e impercettibili.
Il tempo rallenta. I suoni si attenuano. Lo sguardo è invitato a muoversi con la cautela e l’ascolto di chi esplora un fondale sconosciuto, in apnea. L’esperienza diventa una forma di immersione sensoriale, un attraversamento in cui natura e immaginazione si intrecciano fino a diventare indistinguibili.
Le aziende che collaborano alla realizzazione
PIANTE
Il giardino dei giunchi
Settimo Torinese (TO)
@ilgiardinodeigiunchi
Vivaio Fratelli Gramaglia
Collegno (TO)
VASCA IN PIETRA
Edil Arredo
Gaggiolo di Cantello (VA)
Qualche domanda a Roberto Ducoli
Come ha inizio la tua storia?
La storia de Il papavero blu nasce dall’incontro tra due visioni complementari: l’immaginazione e la materia, il segno e la terra.
Uniamo un linguaggio grafico libero, talvolta irrealistico, attraversato da forme zoomorfiche e suggestioni istintive, a una competenza concreta nella cura e nella costruzione dello spazio naturale.
Tutto nasce da un disegno, da una visione che apre possibilità inattese e cerca di dare forma a ciò che rimane sospeso tra sogno e natura.
L’aspirazione che muove il nostro lavoro è la “logoterapia”, un dialogo libero che acquisisce forma e significato quando arte e tecnica entrano in relazione…